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La mia Irpinia

Come ho rivalutato le bellezze della mia terra

Lasciare la terra natìa per costruirsi una vita altrove, in luoghi dove si abbia quantomeno la possibilità di mettere alla prova le proprie capacità… È questa la triste realtà che la mia generazione conosce molto bene, soprattutto chi come me viene da piccole città del Sud Italia che sembrano offrire ben poco. Ma è davvero così? C’è davvero così poco in questi luoghi?

Quanti di noi hanno dovuto lasciare un pezzo di cuore per poter inseguire i propri sogni. O semplicemente per trovare un posto di lavoro adeguato al proprio percorso di studi e attitudini. Quanti ancora, appena finita la scuola, si sono visti costretti ad emigrare a Nord o all’estero per poter proseguire gli studi, per non tornare più. Sarà soprattutto per queste ragioni che la mia amata terra, la mia Irpinia, è così sottovalutata e non abbastanza conosciuta. Un vero peccato!

 

Il territorio dell'Irpinia

Il territorio dell’Irpinia, in Campania, comprende la provincia di Avellino estendendosi fino alle pendici dell’Aspromonte. Si tratta di una terra piena di bellezze incontaminate, antichi borghi spettacolari, tradizioni enogastronomiche, folklore, storia e chi più ne ha più ne metta.

In particolare per chi come me lavora nel settore turistico, dovrebbe offrire infinite possibilità di impiego. Purtroppo, che sia a causa di una cattiva gestione, mancanza di fondi o quant’altro (non è questo il luogo per approfondire discorsi di tipo politico/amministrativo), ciò non avviene ed i pochi giovani che riescono a trovare sbocchi lavorativi interessanti nel loro settore si possono quasi contare sulle dita.

Questo articolo vuole essere una generale introduzione sulle bellezze dell’Irpinia. Approfondiremo altrove i singoli argomenti concentrandoci su ognuno di essi.

Mi sono sempre sentita legata alla mia terra, sebbene sia classico tra i giovani (me compresa fino a qualche anno fa) criticarla e non vedere l’ora di poter fuggire altrove, non essendoci mai “niente di interessante da fare”. Solo quando sono andata via davvero mi sono resa conto quanto questo fosse sbagliato.

La difficile decisione di traferirmi all'estero

Quando alla fine del 2014 decisi di trasferirmi a Berlino, l’intenzione era quella di fare un’esperienza all’estero per migliorare le lingue, avendole studiate all’Università con pochissime occasioni per metterle in pratica. Sarei voluta tornare in Italia con un maggiore bagaglio culturale e professionale che mi avrebbe aiutato nella ricerca di un lavoro adeguato a me.

Ero stanca di non ricevere risposte alle mie continue candidature, salvo quando si trattava di offerte di lavoro che nulla avevano a che fare con i miei interessi. Inoltre non volevo più sentire la solita frase “cerchiamo qualcuno con esperienza”. Ma come avrei potuto accumulare esperienza se nessuno mi offriva l’occasione di iniziare? Emigrare, seppur temporaneamente, sembrava la via migliore per sbloccare questo circolo vizioso.

Partendo ho lasciato un pezzo di cuore.

Continuavo a ripetere a me e alle persone care che nel giro di qualche mese sarei tornata, forse per rendere il distacco meno doloroso. Ma in cuor mio sapevo che c’era la possibilità di non tornare più, seppur remota.  

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Quanto a bellezze storiche e culturali, l’Irpinia (e l’Italia in genere) non ha proprio nulla da invidiare a Berlino, per non parlare poi della gastronomia. Ciò che mi ha spinto a restare fino ad oggi è stato vedere con quanta facilità sia riuscita a trovare da subito un posto di lavoro (dopo neanche una settimana dal mio arrivo avevo già iniziato) e come mi siano state date delle responsabilità dopo poco tempo. Questo pur non parlando ancora perfettamente la lingua e non conoscendo bene le leggi e la cultura del luogo.

Certo, non è stato tutto rose e fiori!

Soprattutto i primi tempi sono stati molto difficili e la tentazione di tornare a casa era fortissima. Ma non volevo assolutamente aver sprecato un’occasione, così mi sono fatta forza e ho proseguito per la mia strada.

Se da un lato vedevo chiaramente i vantaggi di stare qui a Berlino, dove ho scoperto che come lavoratore ho dei diritti (da non credere!), d’altro canto andar via di casa mi ha fatto apprezzare maggiormente le cose che avevo. In primo luogo la mia numerosa famiglia, cui sono sempre stata molto legata. Poi gli amici di vecchia data, nonostante qui ne abbia trovati dei nuovi che sono altrettanto fantastici. Ma c’erano anche tante piccole cose che mancavano: il cibo genuino, la vera mozzarella di bufala, il bidet (ancora non mi sono abituata alla sua assenza!), le belle e divertenti sagre estive e tanto altro. E’ proprio vero che apprezzi maggiormente le cose quando non le hai più a portata di mano.

La verde Irpinia

La “verde Irpinia”, così chiamata per la grande quantità di parchi e natura che offre, è ricca di preziosi luoghi d’interesse e di eventi in giro per la provincia. Siamo ben lontani dal concetto di “non c’è mai niente di interessante da fare”, tutt’altro!

Qui si può trovare il contatto con la natura riscoprendo la bellezza di questa terra e di tutto ciò che offre.

Anzitutto, il Parco Regionale dei Monti Picentini offre una miriade di escursioni da non perdere. Tra queste, la Riserva Naturale e Oasi WWF Valle della Caccia di Senerchia, dove avrai a che fare con interessantissime flora e fauna, torrenti, sentieri fiabeschi e cascate impetuose. Da vedere c’è ancora nell’area l’Oasi WWF del Lago di Conza, con i suoi circa 800 ettari e le numerose specie di animali.

Come non menzionare poi il monte Terminio con le sue innumerevoli escursioni, il Cervialto, dalla cui cima si gode di una vista mozzafiato che si estende fino al golfo di Salerno. Ricordiamo infine Montevergine, con il suo importante Santuario ed i percorsi di trekking, ed il Laceno, che oltre al comprensorio sciistico con le sue splendide piste, offre la possibilità di fare escursioni e battute di pesca sul lago omonimo.

Parco dei Monti Picentini – Irpinia campania - la mia irpinia
Parco dei Monti Picentini – Irpinia
Cascata nell’Oasi della Valle della Caccia di Senerchia – Irpinia - la mia irpinia - campania
Cascata nell’Oasi della Valle della Caccia di Senerchia – Irpinia

I borghi, i castelli ed i luoghi di interesse storico

Tra le bellezze da visitare rivestono un ruolo fondamentale i borghi, i castelli ed altri luoghi di interesse storico.

Questi sembrano essere fermi nel tempo, inoltre ognuno è legato a storie e leggende interessanti. Ricordiamo, tra i più belli, il castello di Monteverde, Sant’Angelo dei Lombardi, il castello della Leonessa di Montemiletto, di Morra de Sanctis, Il Castello di Gesualdo, il Lancellotti di Lauro. Possiamo menzionare inoltre il Castello Candriano di Torella dei Lombardi, Rocca San Felice, il castello normanno di Ariano Irpino, l’abbazia del Goleto, il parco archeologico di Mirabella Eclano e la città fantasma di Melito vecchia, totalmente distrutta durante il terremoto del 1980 e ricostruita altrove. La lista continua e ci sarebbe tanto da raccontare, ma lo faremo in un’altra sede.

Castello di Gesualdo – Irpinia - campania - la mia irpinia
Castello di Gesualdo – Irpinia

La Porta degli Inferi

Una leggenda interessante è legata inoltre alla Mefite, un piccolo lago di origine sulfurea nei pressi di Rocca San Felice. A causa del suo odore pungente, le esalazioni gassose ed il continuo ribollire delle acque, che rende la terra arida e priva di vegetazione o animali, Virgilio indicò questo luogo come la Porta degli Inferi nella sua Eneide. Chi non si lascia impressionare da questa inquietante leggenda, può godere delle acque termali della zona ed i loro effetti benefici.

Rocca San Felice – Irpinia – Campania - la mia irpinia
Rocca San Felice – Irpinia – Campania
Mefite – Rocca San Felice – Irpinia - la mia irpinia
Mefite – Rocca San Felice – Irpinia

Enogastronomia e tradizioni

L’irpinia è anche folklore, tradizione ed enogastronomia.

Soprattutto nei mesi estivi (ma non solo), tutta la provincia è animata da numerosi eventi imperdibili. Tra i più importanti ricordiamo lo Sponz festival, l’Ariano Folk Festival, le popolarissime Fiere enologiche di Tufo e Taurasi, le rievocazioni medievali del castello di Rocca San Felice. In autunno, poi, le sagre delle castagne e del tartufo a Montella e Bagnoli. Ognuno di questi eventi, che sono solo una minima parte di tutti quelli presenti nella provincia, attira numerosissime persone da tutta la regione ed oltre.

Abbiamo menzionato la cultura enogastronomica legata all’Irpinia, che costituisce un’altra delle maggiori attrazioni di questa terra. I suoi prodotti pregiati sono esportati in giro per il mondo e, personalmente, sono tra le cose di cui sento maggiormente la mancanza. Oltre ai celebri vini (come la Falanghina, il Fiano, il Greco di Tufo, l’Aglianico e il Taurasi), non posso non citare le castagne, le nocciole, il tartufo, i funghi, l’olio buono, la pasta fresca, il torrone, il pane croccante e, soprattutto, formaggi ed insaccati. Quanto mi mancano il caciocavallo impiccato, ossia sospeso su una brace e spalmato sul pane, e le soppressate. Questi sono i principali motivi del mio mettere peso ogni volta che “scendo” a casa.

sagra del caciocavallo impiccato - la mia irpinia - caciocavallo irpino

Questo e tanto altro ti attenderà nel caso in cui l’articolo abbia risvegliato la tua curiosità.

Lo so, penserai che sono di parte… Tuttavia prima davo per scontato tutte queste cose che avevo a portata di mano e che ora sto riscoprendo e rivalutando con l’occhio di chi sta affrontando un viaggio per la prima volta.

Contattaci se vuoi venire da queste parti, abbiamo anche un tour molto interessante da proporti.

Ti aspettiamo nella terra dei Lupi!

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