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Alla scoperta della Baviera

Partire in inverno per trovare il calore di luoghi tropicali sembrava l’unico modo per poter sopravvivere al clima glaciale dell’inverno berlinese…

Era una fredda mattina di metà gennaio a Berlino, dove ormai viviamo da qualche anno, il cielo grigio e le temperature (fisse ormai sotto lo zero) di certo non accrescevano la voglia di andare a lavoro. E’ in giornate come queste che, per ritrovare la carica, devo pensare al mio prossimo tour. Tristemente, però, non ne avevo ancora uno in programma nel futuro immediato. Quale migliore occasione per poter improvvisare qualcosa?

Ed è stato così che, approfittando di alcuni giorni liberi di fila, io e il mio ragazzo abbiamo preso un paio di giorni di ferie per partire last minute alla scoperta della… fredda Baviera!

Abbiamo così deciso di partire per il nostro viaggio on the road per visitare Monaco e dintorni.

Lo so cosa stai pensando…

“Per sfuggire al freddo questi se ne vanno in posto in cui le temperature in inverno scendono anche di molto sotto lo zero?”

Ebbene sì, ma dopotutto cos’è il viaggio se non una nuova avventura ed una scoperta? Ed infatti abbiamo scoperto di amare viaggiare anche ricoperti da strati e strati di vestiti, inoltrandoci in paesaggi innevati, cascate ghiacciate, castelli arroccati su montagne, percorrendo chilometri e chilometri a piedi nella neve per raggiungere ponti sospesi da brivido, sprofondando nella neve come fossero delle sabbie mobili nel tentativo di fare una foto…

Ma andiamo con ordine.

Prima tappa del nostro viaggio alla scoperta della Baviera: Füssen

Ci attendeva un lungo viaggio in macchina, perciò abbiamo deciso di essere abbastanza mattinieri per partire da Berlino alla volta di Füssen, al confine con l’Austria. Con la musica che ci faceva compagnia, abbiamo attraversato il Brandeburgo, la Sassonia, la Turingia ed infine tutta la Baviera.

Da prevalentemente pianeggiante, il paesaggio diventava man mano sempre più montuoso e ricoperto di neve, nonostante la costante pioggia che ci ha accompagnato per quasi tutto il viaggio. Non potevamo arrivare troppo tardi: il check-in chiudeva alle 20:00 ed inoltre sapevamo che dopo quell’orario non sarebbe più stato possibile cenare.

Nonostante i vari rallentamenti per maltempo e a causa di un brutto incidente trovato per strada, siamo riusciti ad effettuare il check-in alle 19:00!

Abbiamo scelto la Steakhaus Füssen come base per 2 notti per poter visitare le favolose zone circostanti, incluso il castello fiabesco di Neuschwanstein.

Camera matrinoniale presso la Steakhaus di Füssen baviera - alla scoperta della baviera
Camera matrimoniale presso la Steakhaus di Füssen
Vista dalla camera della Steakhaus Füssen - alla scoperta della baviera
Vista dalla camera della Steakhaus Füssen

Molto carina ed accogliente, questa struttura gode di una bella vista sulle Alpi e sulla cascata del fiume Lech, con un prezzo molto abbordabile di circa 70 € a notte. Abbiamo molto apprezzato la cena a base di bistecca di bisonte, che non avevamo mai provato prima.

Dopo cena, chiacchierando un po’ con il titolare, abbiamo scoperto che anche lui come noi è affetto da Wanderlust, la cosiddetta “malattia di viaggiare” intesa in senso buono, quella voglia di esplorare il mondo e scoprire sempre posti nuovi.

Sabato sera in paese

Sebbene fosse molto tardi (le 21:00 circa, che in Baviera sono come le 2 di notte per noi del sud Italia), abbiamo deciso comunque di fare un giro in paese. Era sabato sera, ci sarà stato ancora qualcosa di aperto o qualcuno in giro, no?

Penso che questa foto risponda benissimo alla domanda:

Strade deserte a Füssen baviera - alla scoperta della baviera
Strade deserte a Füssen

Che importava in fondo? L’indomani ci aspettava una lunga giornata. Inoltre né il freddo né le strade deserte ci avrebbero impedito di passeggiare per il centro, fare qualche foto qua e là, stenderci sulla neve a guardare le stelle, ridere ogni volta che rischiavamo di scivolare a causa del ghiaccio…

Una delle cose che mi ha colpito di Füssen, nonostante mi sembrasse in quel momento una città fantasma, è l’efficienza con cui le strade e le piste ciclabili siano state liberate dalle recenti ed abbondanti nevicate. Con una nevicata di questa portata nella mia cittadina di origine si sarebbe bloccato tutto per almeno una settimana!

Prima di rientrare, non abbiamo saputo resistere alla tentazione di andare a vedere il castello di Neuschwanstein di notte da lontano. La fitta nebbia lo rendeva ancora più misterioso e suggestivo, nascondendolo totalmente per poi farlo riapparire improvvisamente in tutto il suo splendore.

Castello di Neuschwanstein in notturna - Neuschwanstein ny night - alla scoperta della baviera
Castello di Neuschwanstein in notturna

Castelli fiabeschi e prova di coraggio sul ponte sospeso

Dopo una dormita ristoratrice, ci siamo alzati di buon ora per arrivare entro le 9 alla biglietteria dei castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau. Essendo il periodo del lungo capodanno cinese, temevamo di trovare lunghissime file, come ci era capitato nelle Filippine l’anno precedente.

Per fortuna c’era molta meno folla del previsto e siamo riusciti ad attenerci alla nostra tabella di marcia. Siamo anche riusciti ad aggiungere un piccolo fuori programma di cui parleremo più avanti.

Per entrambi i castelli abbiamo pagato 25 € a testa, con audio-guida in italiano inclusa nel prezzo.

Alla scoperta della Baviera: Il castello incantato di Neuschwanstein

Era da un po’ che volevo visitare il castello che ha ispirato Walt Disney. Quest’ultimo lo prese a modello per i castelli di alcuni dei suoi film d’animazione più celebri (come Cenerentola e La bella addormentata): Neuschwanstein, letteralmente “nuova pietra del cigno”.

Questo castello diroccato sulla montagna fu commissionato nel XIX secolo da Ludovico II di Baviera per il suo ritiro personale e divenuto aperto al pubblico dopo la sua morte prematura e misteriosa.

Dopo una camminata di circa 30 minuti in salita, siamo arrivati al punto di raccolta per visitare l’interno del castello ed abbiamo aspettato il nostro turno. In quel momento ci siamo resi conto di quanti turisti asiatici fossero presenti. Il mio primo pensiero è stato: “tutte queste persone sono arrivate dall’altra parte del mondo per vedere questo posto, noi lo avevamo a portata di mano e non ci siamo mai venuti!”

Castello di Neuschwanstein da sotto baviera - alla scoperta della baviera
Castello di Neuschwanstein da sotto
Castello di Neuschwanstein dal punto di raccolta - alla scoperta della baviera
Castello di Neuschwanstein dal punto di raccolta

L’interno del castello è un po’ diverso da come lo aspettassimo. Sarà che dopo aver visto i maestosi (e forse un po’ troppo sfarzosi) interni della Reggia di Caserta tutto sembra più piccolo, ma da un castello così imponente mi sarei aspettata ambienti molto più grandi e spaziosi. Questo però non vuol dire che non abbia apprezzato le sale riccamente arredate ed ispirate al genio musicale di Richard Wagner.

Hohenschwangau

Finita la visita al castello fiabesco, ci siamo incamminati verso l’Hohenschwangau, il castello dei genitori di Ludovico II, dove quest’ultimo ha trascorso la sua infanzia. Prima di spostarci lì, saremmo voluti passare per il Marienbrücke, il ponte dal quale si gode di un’ottima visuale del Neuschwanstein, tuttavia l’accesso era bloccato a causa della neve alta.

Temendo che, per salire al castello dell’infanzia di Ludovico II, ci volesse su per giù lo stesso tempo impiegato per salire all’altro, abbiamo accelerato il passo arrivando così con largo anticipo rispetto al nostro turno d’ingresso. Ne abbiamo approfittato anche per fare il punto della situazione e decidere, in base all’orario, come passare il resto della giornata.

Avevamo in programma di visitare anche il castello di Linderhof, il palazzo commissionato sempre da Ludovico II ed ispirato alla reggia di Versailles, situato un po’ più lontano, in direzione Oberammergau.

Il navigatore ci mostrava che il tragitto più veloce ci portava a passare in Austria, pertanto ci siamo messi a studiare il percorso. Esplorando la mappa, ci è saltato all’occhio il piccolo villaggio medievale di Ehrenberg che ha una particolarità da “record” che non potevamo assolutamente perdere. Adoriamo i fuori programma!

Intanto era arrivato il nostro turno per entrare nel castello

Anch’esso è spettacolare ed imponente all’esterno e con ambienti interni che ho trovato ancora più piccoli, seppur molto sfarzosi ed eleganti. E’ qui che Ludovico II ha ospitato il suo amico Richard Wagner, che come abbiamo visto sarà di ispirazione per gli ambienti del castello da lui commissionato. Da qui, appunto, il giovane re assisteva con il cannocchiale ai lavori in corso da una delle sue stanze.

La visita con audio-guida è durata circa 30 minuti, nel frattempo si erano fatte le tredici circa ed il mio stomaco brontolava… urgeva una pausa pranzo.

Mangiata la nostra Schnitzel con patatine in uno dei chioschetti presenti vicino al parcheggio, siamo partiti alla volta dell’Austria.

Castello di Hohenschwangau - alla scoperta della baviera
Castello di Hohenschwangau

Il traballante Highline179

Un piccolo fuori programma

Arrivati nei pressi di Ehrenberg, abbiamo alzato gli occhi al cielo e l’abbiamo visto. Da giù sembrava uno spago lunghissimo che collegava le due montagne una di fronte all’altra, dei puntini si muovevano lì sopra… Sto parlando dell’Highline179, considerato, secondo il libro Guinness dei record, “il più lungo ponte sospeso per pedoni in stile tibetano”.

Highline179 visto da sotto arrivando ad Ehrenberg - ponte sospeso - alla scoperta della baviera
Highline179 visto da sotto arrivando ad Ehrenberg

No, non ci potevo credere che delle persone potessero camminare lì sopra e che a breve saremmo stati tra loro!

Per un attimo ho pensato di rinunciare, le mie vertigini mi avrebbero sicuramente bloccata prima ancora di salire… Ma l’attimo dopo ero già eccitata all’idea di affrontare la sfida.

Arrivati nel borgo medievale di Ehrenberg dopo poco, abbiamo parcheggiato l’auto ed il ponte sembrava ancora più lontano. Non c’erano parcheggi più vicini, pertanto ci sarebbe toccata ora una lunga camminata in salita per scoprire solo in cima se avremmo avuto il coraggio di proseguire oppure no. Comprati i ticket per il ponte e pagati 4 € a testa, l’ironico “viel Spaß!” (buon divertimento!) dell’addetto alla biglietteria ha allontanato ogni mio dubbio circa la difficoltà dell’impresa.  

La camminata verso la vetta, dove si trova la fortezza di Ehrenberg, è stata più faticosa e difficile del previsto. Abbiamo infatti dovuto per più di mezzora in salita su un sentiero innevato, rischiando quasi ad ogni passo di scivolare sulle lastre di ghiaccio.

La traversata del ponte

Siamo così arrivati in cima praticamente distrutti ma soddisfatti, il tempo di prendere fiato facendo qualche foto davanti al castello medievale e siamo arrivati all’ingresso del ponte. Sospeso ad un’altezza di 114 m, con una lunghezza di 406 m, questo collega la rovina di Ehrenberg con il fortino Claudia. La sua larghezza di 1,2 m lo fa sembrare ancora più lungo e fragile, tanto che il mio primo pensiero è stato: reggerà il nostro peso?

Lo so che pensare troppo in questi casi fa male, quindi ci siamo subito incamminati e fatti coraggio. Entrambi soffriamo un po’ di vertigini e ti assicuro che non è stato facile, soprattutto quando abbiamo visto che il pavimento non era altro che una griglia metallica che rendeva visibile tutto ciò che era sotto.

Ingresso al ponte Highline179 - alla scoperta della baviera

Ogni volta che guardavamo giù ci si “ammollavano” le gambe, inoltre il continuo dondolare del ponte non aiutava. Abbiamo percorso il tragitto aggrappati alla ringhiera. Arrivati poco oltre la metà, iniziavamo a chiederci come mai tutti tornassero indietro.

Saranno tutti talmente soddisfatti che vogliono ripetere l’esperienza due volte? No, non ci pensiamo proprio a tornare anche noi indietro! E fu così che arrivati ormai alla fine del ponte, dove il dondolamento era aumentato spaventosamente, ci siamo resi conto che dall’altro lato non sarebbe stato possibile scendere, causa neve, e così anche noi siamo dovuti tornare indietro.

Traballando sull’Highline179 ponte sospeso più lungo - alla scoperta della baviera
Traballando sull’Highline179

La discesa

La discesa per tornare alla macchina è stata ancora più difficoltosa, combattendo contro le scivolate, ma alla fine abbiamo vinto noi. Ormai si era fatto piuttosto tardi in quanto la camminata era durata più del previsto, non sarebbe stato più possibile andare a Linderhof. Eravamo stanchi, congelati e con i muscoli indolenziti per lo sforzo e la tensione, ma ne era davvero valsa la pena.

La vista da sopra il ponte, per quanto ci mettesse i brividi, era mozzafiato ed inoltre è sempre una soddisfazione non da poco vincere le proprie paure!

Non ci restava che tornare verso Füssen per poterci riposare un po’:

il giorno dopo non sarebbe stato da meno secondo i nostri programmi.

Siamo passati alla nostra pensione per riposarci brevemente, tuttavia dovevamo scendere di lì a poco se volevamo cenare in tempo. Ci sembrava così strano dover già cenare entro le 19 per non rischiare di trovare tutto chiuso. Tutto sommato il nostro organismo si è abituato subito ed alle 18 avevamo già i crampi dalla fame.

Abbiamo deciso di fermarci al Zum Hechten, uno dei migliori ristoranti di Füssen dove vengono servite le specialità tipiche della zona, tra cui un gustoso stinco di maiale (che non potevo fare a meno di ordinare). Pur essendo arrivati per noi prestissimo, quando abbiamo finito di mangiare eravamo quasi gli ultimi rimasti!

Dopo una breve passeggiata in centro per digerire, siamo tornati nella pensione per poter godere un po’ del meritato riposo.

Stinco di maiale al Zum Hechten fussen baviera - cena bavarese - alla scoperta della baviera
Stinco di maiale al Zum Hechten

Il tour on the road in Baviera continua: Cascate di Partnachklamm, Oberammergau e arrivo a Monaco

La mattina seguente abbiamo fatto il check-out piuttosto presto per poter attenerci al meglio al nostra tabella di marcia. Il nostro viaggio alla scoperta della Baviera doveva proseguire. Quella sera avremmo soggiornato a Monaco di Baviera, ma prima di arrivare lì avevamo pensato di fermarci a vedere le cascate di Partnachklamm, l’abbazia di Ettal e la cittadina di Oberammergau. Ci attendeva insomma un’altra giornata di camminate interminabili!

Siamo di nuovo passati per l’Austria per arrivare, dopo circa un’ora e un quarto, al parcheggio predisposto sia per gli impianti sciistici che per la gola di Partnachklamm, dove avremmo potuto assistere allo spettacolo delle cascate ghiacciate.

Alla scoperta della Baviera: le spettacolari cascate congelate

Ancora una volta ci attendevano 2,5 km di camminata sulla neve ed in salita per giungere all’ingresso della gola. Pagato il biglietto (5 € a testa), ci siamo incamminati per circa 30 minuti tra andata e ritorno in mezzo alle bellissime cascate congelate.

cascate ghiacciate di Partnachklamm - baviera
cascate ghiacciate di Partnachklamm
cascate ghiacciate di Partnachklamm - alla scoperta della baviera
cascate ghiacciate di Partnachklamm

Probabilmente lo spettacolo non sarebbe stato altrettanto suggestivo nella stagione più calda.

Le cascate, che sembravano essersi prese una pausa dal continuo movimento, erano diventate delle enormi stalattiti che scendevano fino a toccare il fiume che scorreva sotto di noi, creando dei giochi di luce e degli scorci che non potevano non essere fotografati dalle varie angolazioni.

Sulla via del ritorno abbiamo visto che alcuni bambini scendevano a valle con gli slittini… non male come idea e peccato non averci pensato prima!

I dipinti a cielo aperto di Oberammergau

I suggestivi "Lüftlmalereien"

Successivamente, siamo andati ad Oberammergau, la pittoresca cittadina circondata dalle Alpi dove si possono ammirare i “Lüftlmalereien“. Questi sono fantastici dipinti a cielo aperto che decorano gli edifici con motivi tratti non solo dalla tradizione cristiana ma anche da alcune fiabe popolari.

Dopo circa 30 minuti di auto abbiamo parcheggiato in centro e ci siamo trovati subito davanti alla casa di Hänsel e Gretel e a quella di Cappuccetto Rosso. Abbiamo poi proseguito sotto la neve sulla Ettaler Straße costeggiando una serie di edifici decorati, tra cui la Forsthaus, la parrocchia di San Pietro e Paolo, la Geroldhaus e la Pilatushaus.

casa di Hänsel e Gretel, Oberammergau - alla scoperta della baviera - Lüftlmalereien oberammergau
casa di Hänsel e Gretel, Oberammergau

Unico dilemma: erano circa le 2 di pomeriggio e tutto era chiuso per la pausa pranzo, la fame iniziava a farsi sentire ed il nostro piano di fare una sosta in qualche ristorante stava ormai saltando. A Berlino sappiamo che le attività fanno orario continuato e non è mai un problema trovare un posto dove mangiare. Abbiamo fatto l’errore di pensare fosse così in tutta la Germania… poveri illusi!

Fortunatamente abbiamo trovato un panificio in un vicolo e ce la siamo cavata con un panino al formaggio ed un sandwich, approfittando così anche per riprendere un po’ di calore. Ovviamente, come avviene di solito, una volta usciti da lì abbiamo iniziato a trovare dei bar aperti dove avremmo potuto prolungare la nostra sosta e sederci comodamente al tavolino… Poco importava, così abbiamo guadagnato tempo e saremmo arrivati prima a destinazione!

Passeggiando in direzione dell’auto, mi sono più volte fermata ad ammirare e a fotografare la bellezza delle vie ricche di edifici colorati ricoperti di neve. Il tutto sul bellissimo sfondo delle Alpi che spiccavano imponenti e totalmente imbiancate.

L’innevata abbazia di Ettal

Prima di dirigerci verso Monaco abbiamo fatto sosta all’abbazia di Ettal, che rappresenta una delle testimonianze più notevoli del barocco bavarese. Questa sosta è stata molto veloce in quanto ci siamo limitati ad ammirare l’abbazia da fuori. La neve era talmente alta che, mentre provavamo a farci una foto, sono accidentalmente capitata su uno strato più morbido e, sprofondando piano piano, mi sono ritrovata le gambe completamente sommerse. Peccato non aver ripreso la scena…

Abbazia di Ettal da fuori - abbazia di ettal innevata - alla scoperta della baviera
Abbazia di Ettal da fuori

Arrivo a Monaco

Dopo poco più di un’ora siamo giunti a Monaco di Baviera, dove avevamo prenotato un albergo carino ed economico in centro per 55 € a notte: 1st Creatif Hotel Elephant. Questa struttura molto pulita e dagli arredi moderni e colorati, a pochi passi dalla Karlsplatz, è in un’ottima posizione per esplorare la città.

Dopo una breve ricerca siamo riusciti a trovare posto nel parcheggio coperto dell’Ibis Hotel, a due passi da lì, per 17 € al giorno, prezzo piuttosto conveniente se comparato con gli altri parcheggi coperti nei dintorni. Erano quasi le 5 di pomeriggio, non volevamo perderci la città ma avevamo bisogno di una sosta per dare un po’ di tregua ai piedi.

Un breve riposino ristoratore è bastato a darci la carica per passeggiare verso il centro ed iniziare la nostra esplorazione.

Camera matrimoniale al 1st Creatif Hotel Elephant monaco di baviera - alla scoperta della baviera
Camera matrimoniale al 1st Creatif Hotel Elephant

Passeggiata nel centro

Mappe alla mano, ci siamo preposti di arrivare fin dove possibile e poi trovare un posto dove cenare. Non ci saremmo mai aspettati di poter girare tutto il centro in così poco tempo. In meno di 20 minuti eravamo già dall’altra parte del centro storico ed avevamo già visto da fuori i monumenti principali.

Marienplatz a Monaco di sera, Neues Rathaus sullo sfondo monaco di baviera - alla scoperta della baviera
Marienplatz a Monaco di sera, Neues Rathaus sullo sfondo

Abbiamo deciso di fermarci a cenare presso Haxnbauer im Scholastikahaus, un ristorante di cucina tipica bavarese davvero eccellente, ed anche questa volta non ho saputo resistere al richiamo dello stinco di maiale e di vitello.

Dopo cena ci siamo rientrati con calma in Hotel.

Stinco di maiale e di vitello allo Haxnbauer im Scholastikahaus - cena bavarese a monaco di baviera - alla scoperta della baviera
Stinco di maiale e di vitello allo Haxnbauer im Scholastikahaus
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Alla scoperta di Monaco di Baviera

Il centro storico di Monaco

Questa mattina ci siamo alzati con un po’ più di calma, ne avevamo bisogno! Dopo la colazione siamo andati a Marienplatz, il cuore della città, dove alle 11 (e anche alle 12) c’è ogni giorno lo spettacolo del Carillon di Glockenspiel.

Situato sulla torre del Nuovo Municipio, questo enorme carillon presenta 43 campane e 32 statue che suonano e si muovono a tempo di musica 2 volte al giorno, rappresentando due storie diverse. Al piano di sopra c’è la “giostra dei cavalieri”, che raffigura il matrimonio di Guglielmo V con Renata di Lorena, mentre al piano inferiore c’è la “danza dei bottai”, una danza rituale in onore della sconfitta della terribile epidemia di peste che colpì Monaco nel 1517.

Carillon di Glockenspiel, Neues Rathaus in Marienplatz monaco di baviera - alla scoperta della baviera
Carillon di Glockenspiel, Neues Rathaus in Marienplatz

Da Marienplatz abbiamo visto così la Frauenkirche, la cattedrale di Monaco. Siamo poi passati per il Viktualienmarkt, il più famoso mercato di Monaco ed uno dei pochi ad essere aperto dal lunedì al sabato, e per St. Jakobs Platz, dove si trova il museo ebraico. Da qui abbiamo proseguito per vedere le porte sud ed ovest della città: Sendliger Tor e Isartor.

Isartor, Monaco di Baviera - alla scoperta della baviera
Isartor, Monaco di Baviera

Nel giro di poco più di un’ora, inaspettatamente, avevamo girato in pratica tutto il centro storico.

Non restava ora che passeggiare in direzione nord verso la Residenz ed i Giardini Inglesi. Avendo solo una giornata a disposizione, ci siamo limitati a visitare i bei giardini della Residenz, il bellissimo palazzo reale con una concentrazione di stili architettonici e opere d’arte. La fortezza è composta da una decina tra giardini e cortili, un teatro (Teatro Cuvillies) e un museo (Museo Residenz).

Abbiamo approfittato per fare una sosta su una panchina dei giardini per ammirare la bellezza del palazzo da lì.

I giardini innevati della Residenza a Monaco di baviera - alla scoperta della baviera
I giardini innevati della Residenza a Monaco

Alla scoperta di Monaco di Baviera: i Giardini Inglesi

Recandoci verso i Giardini Inglesi, siamo passati per l’Odeonsplatz, un angolo di italianità con la seicentesca Theatinerkirche e Feldherrnhalle, ispirata alla Loggia dei Lanzi di Firenze.

Giunti ai Giardini, ci siamo subito fermati a guardare un dettaglio che ci ha colpiti. Vedevamo da lontano dei puntini che si muovevano sul fiume che sembravano quasi delle persone che nuotavano o facevano surf… che idea assurda!

Incuriositi, ci siamo avvicinati verso quei puntini seguendo la sponda del fiume e ci siamo accorti che non ci eravamo per nulla sbagliati. C’era un gruppo di persone che, approfittando della forte corrente concentrata in un punto del fiume che creava un’onda fissa, saltavano sulle loro tavole da surf per cavalcare l’onda come se fossero in oceano. Siamo rimasti circa 20 minuti a guardare affascinati il “surf su fiume” e abbiamo così proseguito il nostro giro nei giardini.

Surfisti sul fiume nei Giardini Inglesi monaco di baviera - alla scoperta della baviera
Surfisti sul fiume nei Giardini Inglesi

Una cosa che mi ha colpito è che, sebbene il centro di Monaco sia così piccolo ed a portata di uomo, i Giardini Inglesi superano per estensione addirittura il Central Park di New York, e chi c’è stato sa quanto quest’ultimo sia immenso.

Il Monopteros e la Chinesischer Turm

Consapevoli di non avere abbastanza tempo per visitare l’intero parco, ci siamo avviati verso il Monopteros. Si tratta di un piccolo tempio in stile greco-romano che si erge su una collinetta e dal quale si gode di una splendida vista del centro di Monaco.

Da qui ci siamo recati alla Chinesischer Turm (Torre cinese), dove si trova uno dei più grandi “Biergarten” della città, perciò ne abbiamo approfittato per la pausa pranzo. Ci siamo allungati fino al grazioso laghetto un po’ più avanti e, dopo una breve pausa, siamo tornati indietro verso l’hotel.

Monopteros, Giardini Inglesi monaco di baviera - alla scoperta della baviera
Monopteros, Giardini Inglesi

Birra e musica popolare all’Hofbräuhaus

In serata avevamo in programma di andare all’Hofbräuhaus, il caratteristico birrificio dove viene servito cibo tipico accompagnato da enormi boccali di birra, musica popolare e camerieri rigorosamente in abiti tradizionali. Questa volta siamo andati di Schnitzel e salsicce di vario tipo e Bretzeln con un bel boccale di una buona birra artigianale da 1 litro l’uno (la più piccola disponibile). Pieni e soddisfatti siamo tornati in hotel per passare l’ultima notte in quel di Monaco.

Hofbräuhaus di Monaco di Baviera - alla scoperta della baviera
Hofbräuhaus di Monaco… Prost!

Campo di concentramento di Dachau e Rothenburg ob der Tauber

Partenza da Monaco di Baviera

La mattina seguente abbiamo deciso di fare colazione fuori, siamo così usciti di buon’ora ed abbiamo fatto sosta in un bar nella fermata della metropolitana, dove abbiamo anche approfittato per comprare i panini per il pranzo. Siamo così partiti in direzione nord per proseguire il viaggio alla scoperta della Baviera fino alla prossima tappa: Dachau.

Lungo la strada siamo passati per la zona nord di Monaco. Abbiamo così ammirato da fuori il Museo BMW, dalla caratteristica forma a insalatiera al cui fianco si erge il grattacielo quartier generale della casa automobilistica, e l’Allianz Arena, lo stadio dal colore cangiante grazie al materiale particolare dei suoi pannelli, che fu costruito in previsione degli indimenticabili mondiali del 2006 vinti dalla squadra degli azzurri!

Il primo campo di concentramento nazista

Dopo circa mezz’ora in auto, siamo arrivati a Dachau ed abbiamo parcheggiato fuori al campo di concentramento cui il nome di questa città è tristemente legato.

Fatto costruire nel 1933 da Heinrich Himmler poco dopo la salita al potere di Hitler, si tratta del primo campo di concentramento nazista, servito da modello per quelli eretti successivamente.

“Arbeit macht frei”

Varcato il cancello che reca la scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), una delle menzogne più famose del regime nazista, ci siamo trovati nell’atmosfera agghiacciante di quel luogo così drammaticamente famoso, dove transitarono circa 200.000 persone e ne morirono 41.500.

Abbiamo passeggiato per le stanze del quartier generale delle SS, adibite adesso a museo della memoria, per poi entrare nei dormitori dei prigionieri, strutture in legno su più livelli sulle quali venivano ammassati i letti.

E’ stato molto toccante vedere i forni crematori ed in particolare l’altra grande menzogna perpetrata dal nazismo. Parlo della Brausebad, letteralmente la “sala doccia”, dove i malcapitati venivano condotti ignari del proprio destino.

Cancello di ingresso al campo di concentramento di Dachau: “Arbeit macht frei” - alla scoperta della baviera
Cancello di ingresso al campo di concentramento di Dachau: “Arbeit macht frei”

Per entrambi era la prima volta in un campo di concentramento. Avevamo già provato ad entrare in quello di Sachsenhausen, a nord di Berlino, tuttavia eravamo in giro con il nostro piccolo Jack Russell cui era interdetto l’ingresso ed abbiamo dovuto rinunciare (ma ci torneremo senz’altro!).

Non è facile descrivere l’emozione che si prova in posti come questo, in cui sembra che la sofferenza e la desolazione non abbiano mai varcato i cancelli e siano rimaste lì a ricordare che, quella che oggi è una meta turistica, non molto tempo fa era un luogo di morte e terrore.

Forni crematori del campo di concentramento di Dachau baviera - alla scoperta della baviera
Forni crematori di Dachau

Un tuffo nel Medioevo a Rothenburg ob der Tauber

Concluso questo momento toccante del viaggio e pranzato con il nostro panino, siamo partiti alla volta di Rothenburg ob der Tauber, un altro magnifico fuori programma.

Abbiamo deciso di aggiungere questa tappa praticamente il giorno della partenza da Berlino. Avendo pianificato  di allungare il viaggio di un giorno, abbiamo così prenotato last minute una camera matrimoniale presso l’Hotel-Gasthof Goldener Greifen per 67 € con colazione inclusa.

Rothenburg ob der Tauber, esterno Hotel-Gasthof Goldener Greifen - alla scoperta della baviera
Rothenburg ob der Tauber, esterno del nostro Hotel
Rothenburg ob der Tauber, esterno delle mura - alla scoperta della baviera
Rothenburg ob der Tauber, esterno delle mura

Dopo circa 2 ore di auto, siamo arrivati intorno alle 4 di pomeriggio ed abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio gratuito della guest house. Quest’ultima è in realtà una struttura storica di 650 anni nel centro storico di Rothenburg, molto carina ed accogliente, che mantiene l’ambientazione per lo più originale dando l’impressione di essere catapultati in un’altra era.

E questa è anche un po’ l’impressione che si ha entrando in questa piccola cittadina al nord della Baviera, situata sulla cosiddetta “Strada Romantica” e circondata interamente dalle antiche mura del ‘300 e ‘400.

Tutto conserva il suo impianto medievale, dalle tipiche case in traliccio, le mura, le torri alle stradine strette e la quasi totale assenza di auto, insegne luminose e cartelloni pubblicitari.

Marktplatz, Rothenburg ob der Tauber baviera - alla scoperta della baviera
Marktplatz, Rothenburg ob der Tauber
Strada caratteristica – Rothenburg ob der Tauber - alla scoperta della baviera
Strada caratteristica – Rothenburg ob der Tauber

La bevuta leggendaria

Un aneddoto interessante è legato alla festa cittadina “Der Meistertrunk“, basata sulla storia della bevuta leggendaria, che attira ogni anno a settembre numerosi turisti da tutto il mondo.

Secondo la leggenda, durante la guerra dei Trent’anni il sindaco vinse una scommessa con il generale delle truppe che stavano per saccheggiare Rothenburg, salvando così la città dall’invasione: riuscì a bere in un unico sorso un boccale di birra da 3,25 litri. Si tratta ovviamente solo di una leggenda, ma queste hanno sempre un fondo di verità, quindi chissà!

Scoprendo il centro storico

La nostra guest-house si trova proprio accanto alla Marktplatz ed al suo municipio, da cui abbiamo percorso la Herrngasse, la via principale, fino ai giardini del castello, i cosiddetti Burggarten.

Passeggiando per i giardini, ci siamo soffermati ad ammirare il magnifico paesaggio della valle del fiume Tauber. Inoltre ci ha colpito un dettaglio simpatico. Invece di creare un semplice pupazzo di neve, qualcuno aveva avuto l’idea di plasmare un coniglio di neve “spiaccicato” contro un albero… Idea carina che ci ha strappato una risata!

Abbiamo continuato il nostro giro nel centro storico, passando per la chiesa gotica St. Jakob con il suo straordinario altare ligneo, passeggiando sopra le mura per un tratto, con le sue porte, le torri ed i ponti.

Coniglio di neve “spiaccicato” contro l’albero – Burggarten a Rothenburg ob der Tauber - alla scoperta della baviera
Coniglio di neve “spiaccicato” contro l’albero – Burggarten a Rothenburg ob der Tauber

Verso le 19 siamo tornati alla guest-house per cenare.

Entrando siamo stati avvolti da un profumo davvero delizioso e si prospettava una cenetta con i fiocchi.

E così è stato! Io ho ordinato un saporito gulasch di cervo cucinato nella birra con contorno di Spätzle, degli gnocchetti tipici nella cucina tedesca, mentre il mio compagno ha mangiato un tris di carne con contorno di crocchette di patate e peperonata, tutto squisito. Per concludere, abbiamo condiviso un ottimo Strudel di mele.

Dopo cena abbiamo fatto un’altra breve passeggiata in centro sotto la neve per ammirare la cittadina medievale anche di sera.

gulasch di cervo e tris di carne al Gasthof Goldener Greifen - alla scoperta della baviera
gulasch di cervo e tris di carne al Gasthof Goldener Greifen

Ultimo giorno alla scoperta della Baviera: Norimberga e Bamberg

Eccoci arrivati all’ultimo giorno del nostro viaggio on the road alla scoperta della Baviera prima di tornare a Berlino.

Ci siamo svegliati molto presto con l’intenzione di visitare il Museo Criminale Medievale, per poi partire per Norimberga. Tuttavia, controllando gli orari di apertura in questa stagione che avrebbe scombussolato i nostri piani, abbiamo deciso di fare colazione e partire con più calma.

Verso le 11 eravamo già a Norimberga. Parcheggiato subito fuori le mura cittadine per 2,50 € l’ora, siamo entrati a piedi nel centro storico attraverso la Frauenturm.

Norimberga

Completamente rasa al suolo a seguito dei bombardamenti di fine seconda guerra mondiale, Norimberga è risorta dalle sue ceneri come la fenice ed assume a tutt’oggi le sue sembianze originali.

La città è stata molto importante nella storia della Germania. E’ qui che i nazisti tenevano i raduni del loro partito (per gli appassionati di storia è consigliata una visita al centro di documentazione nel Reichsparteitaggelände) ed è anche qui che hanno avuto luogo i famosi processi per i crimini di guerra contro i capi nazisti.

vista sul fiume Pregnitz – Norimberga - alla scoperta della baviera
vista sul fiume Pregnitz – Norimberga

In giro per il centro storico

Il centro storico è molto piccolo e siamo riusciti a visitarlo in circa 2 ore, sempre tenendo presente il nostro passo veloce ed il fatto che gli edifici li abbiamo ammirati solo da fuori visto il poco tempo.

Abbiamo saltato anche i vari Musei che invece consiglio di visitare a chi ha più tempo a disposizione. I più importanti sono: il Museo Nazionale Germanico, con la sua collezione di documenti dell’arte e della cultura tedesca, il Museo della ferrovia (è infatti da Norimberga che partì la prima ferrovia tedesca), ed il Museo dei giocattoli (Norimberga è considerata la patria dei giocattoli).

A questo proposito, proprio in quei giorni si stava tenendo un’importantissima fiera dei giocattoli. Tanto importante che, mentre ero intenta a pianificare il viaggio e cercavo le varie soluzioni dove dormire, ho immediatamente dovuto scartare l’ipotesi del pernottamento a Norimberga visti i prezzi esorbitanti (di media 500 € a notte!).

Passeggiando lungo la Königstraße, la strada principale del centro storico, abbiamo visto la casa della dogana, l’imponente Chiesa di San Lorenzo, la piazza del mercato con la famosa fontana Schöner Brunnen e la Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora).

Il panorama dalla fortezza dell’imperatore

Siamo giunti così alla Kaiserburg, la fortezza dell’imperatore, che domina dall’alto di una collina con le sue torri e le mura. Da qui si gode di una vista fantastica sulla città. Per scendere dalla collina, siamo passati per la Tiergärtnertor, un’altra porta della città, fiancheggiando la casa di Albrecht Dürer, considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.

Frauenkirche – cattedrale di Norimberga - alla scoperta della baviera
Frauenkirche – cattedrale di Norimberga
Kaiserburg – fortezza dell’Imperatore – Norimberga - alla scoperta della baviera
Kaiserburg – fortezza dell’Imperatore – Norimberga
Chiesa di San Lorenzo – Norimberga - alla scoperta della baviera
Chiesa di San Lorenzo – Norimberga
La rievocazione di lontani ricordi

Bamberg

Questa cittadina della Franconia superiore a meno di un’ora d’auto da Norimberga rievoca in me vecchi ricordi. Avevo 14 anni quando venni per la prima volta per uno scambio culturale tra scuole. Ricordo ancora bene la famiglia che mi ospitò per un paio di settimane e che fu così gentile con me, peccato aver perso i contatti e non ricordare più l’indirizzo.

Bamberg vista dall’alto - alla scoperta della baviera
Bamberg vista dall’alto

Simbolo di Bamberg è il vecchio municipio (Altes Rathaus), ancorato sopra il fiume Regnitz, che sporge da sopra il ponte e sembra essere sospeso a mezz’aria.

La cittadina sorge su sette colli, ognuno dei quali offre delle viste spettacolari sul centro. Uno di questi è il Michaelsberg, dove si trova la chiesa di St. Michael e l’annesso convento benedettino, dalla cui terrazza si può ammirare la città dall’alto. Bamberg è una delle poche città tedesche a non aver subito bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e conserva tutto il suo antico splendore.

Altes Rathaus – municipio simbolo di Bamberg - alla scoperta dellaa baviera
Altes Rathaus – municipio simbolo di Bamberg

Passeggiando per il centro storico

Parcheggiata l’auto nei pressi della Schillerplatz, siamo passati davanti al municipio ed abbiamo raggiunto il Grüner Markt. Da qui abbiamo proseguito verso il Markus Brücke, uno dei ponti che attraversano il fiume Regnitz . Ci siamo trovati quindi nella klein Venedig (piccola Venezia), così chiamata per la pittoresca serie di case colorate che affacciano direttamente sul fiume e creano uno scorcio suggestivo.

klein Venedig – piccola Venezia – Bamberg - alla scoperta della baviera
klein Venedig – piccola Venezia – Bamberg

Camminando verso ovest e salendo su una collina, siamo arrivati alla piazza del Duomo. Qui sorgono la maestosa cattedrale di Bamberg con i suoi 4 campanili da un lato e la Nuova Residenza dall’altro, dai cui giardini si può ammirare la città dall’alto.

La salita però non era finita. Continuando ancora verso nord-ovest siamo saliti sul colle di Michaelsberg, dove però purtroppo abbiamo trovato la chiesa di St. Michael coperta dalle impalcature (cosa piuttosto comune durante i nostri viaggi…).

Tornati in centro, ci siamo fermati nella piazza del mercato. Qui abbiamo acquistato presso le bancarelle il “3 im Weggla”, il tipico panino con 3 salsicce di Norimberga, i cosiddetti Nürnberger Rostbratwurst.

Soddisfatti da questo pasto veloce, siamo tornati pian piano verso l’auto e siamo partiti per la prossima tappa: Bamberg.

Piazza del Duomo – Cattedrale di Bamberg - alla scoperta della baviera
Piazza del Duomo – Cattedrale di Bamberg

Abbiamo comunque approfittato della terrazza sulla città per godere del panorama da un altro punto di vista, dopodiché siamo ridiscesi e tornati nella zona pianeggiante. Sulla via del ritorno verso l’auto, ci siamo fermati per una sosta ristoratrice in un bar. Sorseggiato il nostro caffettone, siamo tornati all’auto per partire per Berlino.

Fine del viaggio nella Germania del sud e Rientro a Berlino in auto

Erano già le 5 di pomeriggio e ci attendevano circa 4 ore di auto salvo imprevisti. Un vero peccato non potersi fermare ancora un po’ per poter provare la tipica Rauchbier, la birra affumicata caratteristica della città. Bamberg è infatti considerata la capitale della birra e vanta anche di un Museo Francone della birra nel convento benedettino di Michaelsberg. Purtroppo non siamo riusciti a visitare quest’ultimo per mancanza di tempo.

Fortunatamente il viaggio di ritorno è proseguito senza intoppi e siamo riusciti ad arrivare entro ora di cena (secondo i nostri canoni non bavaresi).

Come sempre avviene alla fine di un nostro viaggio, eravamo spossati ma allo stesso tempo soddisfatti e arricchiti culturalmente.

Questa esperienza organizzata nel giro di 2-3 giorni ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative. Anzi, si può dire che la ha superate, grazie anche ai fuori programma che danno quel tocco di avventura in più.

Il piano iniziale era quello di visitare una capitale europea, scegliendo in base ai voli più economici. Ma sono contenta di aver optato invece per un viaggio on the road in Baviera che ci ha portato alla scoperta di luoghi relativamente vicini ma ancora a noi sconosciuti, con un giusto equilibrio tra città e paesaggi naturali, mettendo alla prova la nostra resistenza al freddo e alle lunghe camminate senza sosta.

Il viaggio è per noi una scoperta ed un arricchimento e, già sulla via del ritorno, abbiamo iniziato a fantasticare sulla nostra prossima avventura…

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