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Budapest in 3 giorni: il nostro viaggio low cost in cerca di miti e leggende

Il nostro viaggio on the road nell’Est Europeo prosegue in questo racconto di Budapest in 3 giorni. Ci eravamo appena lasciati alle spalle la capitale Slovacca e, dopo un paio d’ore di viaggio tra canti e risate, siamo arrivati finalmente nella capitale dell’Ungheria.

Leggi anche il nostro articolo Viaggio on the road a Bratislava.

Budapest in 3 giorni: è possibile?

Se leggi il nostro diario di viaggio fino in fondo puoi trovare alcuni consigli utili se vuoi visitare Budapest in 3 giorni o più, concedendoti anche alcuni momenti di relax. Ovviamente se vuoi vedere tutto approfonditamente forse qualche giorno in più potrebbe farti comodo. Tranquillo, il tuo portafoglio non ne risentirà.

Intanto scopri cosa siamo riusciti a fare a Budapest in 3 giorni (in realtà 2 giorni e mezzo) e valuta tu!

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Guarda il video del nostro viaggio su YouTube!

Budapest in 3 giorni

Il nostro appartamento

Erano circa le 17 ed era ormai tramontato il sole, ma la voglia di esplorare era tanta. Per cui, dopo aver parcheggiato l’auto, siamo subito entrati nel nostro grazioso appartamento vicino il centro, prenotato tramite Airbnb: WallArt Longboard

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Wallart longboard apartment, budapest in 3 giorni

L’appartamento è molto carino, colorato e giovanile e lo abbiamo scelto, oltre che per il prezzo conveniente, anche perché è abbastanza vicino sia al centro di Pest che alle terme di Széchenyi, dove avevamo in programma di passare l’ultimo giorno in totale relax.

Prima di rimetterci in cammino, non abbiamo resistito alla tentazione di prepararci un buon caffè caldo, messo a disposizione dal nostro gentile host. A questo punto eravamo pronti per esplorare!

Buda, Obuda e Pest

Budapest un tempo era divisa in 3 città: Buda, la parte alta ad ovest del Danubio, Obuda, cioè l’antica Buda, e Pest, la città bassa che si trova alla destra del fiume. Oggi non c’è più questa divisione, ma si è comunque soliti fare una distinzione tra Buda e Pest per designare le due aree principali della città.

budapest in 3 giorni, basilica di santo stefano

Una cena "tipica"

Abbiamo raggiunto il centro di Pest e passeggiato per alcune vie principali e vicoli, fiancheggiando la Basilica di Santo Stefano, l’edificio più alto di Budapest insieme al Parlamento.

Intanto si era fatta ora di cena, per cui urgeva cercare un posto dove mangiare prima che fosse troppo tardi. L’unico dilemma era il seguente: quando vai a Budapest con un amico vegetariano, non c’è molta scelta per mangiare, in quanto la cucina tipica ungherese non offre molte varianti vegetariane. 

Per questo motivo, prima di iniziare ad avere le allucinazioni da fame, siamo finiti a mangiare in un “tipico e locale” ristorante greco: Mythos The Greek. E non ce ne siamo assolutamente pentiti! La mia Moussakà era deliziosa ed anche gli altri sono rimasti soddisfatti dai loro piatti.

moussaka - budapest in 3 giorni, una cena tipica

Il Castello di Budapest illuminato

Con la pancia piena e sorridenti siamo così andati sulle rive del Danubio. La vista del Castello di Budapest illuminato sulla collina dall’altra sponda del fiume era spettacolare. Ed era esattamente come lo ricordavo dal mio ultimo viaggio nella capitale ungherese un po’ di anni fa. Anche qui, come a Bratislava, abbiamo incontrato alcune strane statue di bronzo in giro per la città. Ed ovviamente non potevamo evitare di fotografarle nelle pose più curiose.

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Il nostro viaggio low cost a Budapest continua

La mattina seguente, dopo aver fatto una buona colazione in appartamento, siamo usciti presto in modo da avere tutto il giorno a disposizione per girare Budapest.

Prima tappa: l'Isola Margherita

La nostra prima tappa è stata l’isola Margherita. Quest’isolotto nel mezzo del Danubio è un parco galleggiante frequentatissimo dalla popolazione locale. E’ collegato alla terraferma da due ponti ed è il luogo ideale per stare all’aria aperta, fare un pic nic e fare jogging.

Intorno a noi, infatti, erano così tante le persone in tenuta sportiva che correvano che mi sono un po’ sentita in colpa ripensando alla Moussakà della sera precedente. Sicuramente nella bella stagione il parco, colorato di verde, sarà ancora più bello e soprattutto adatto a passare un po’ di tempo all’aria aperta. Ma con la temperatura glaciale di gennaio non ci è neanche passato per la testa!

Il Parlamento nella foschia

Tornando indietro verso il centro, siamo rimasti colpiti dalla vista del Parlamento che spuntava in lontananza in mezzo alla leggera foschia. E forse era proprio quest’ultima a rendere la visione ancora più suggestiva e misteriosa.

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Il Parlamento, il simbolo di Budapest

Abbiamo così seguito la sua sagoma finché non è diventato reale: il Parlamento, il simbolo di Budapest. Il palazzo unisce in sé diversi stili, ispirandosi in parte al parlamento di Londra e al Duomo di Colonia, dando vita ad uno dei monumenti più belli ed ammirati di tutto il Paese. La facciata principale è rivolta verso il Danubio, anche se l’ingresso è nella parte posteriore.

L’edificio parlamentare è uno dei più grandi al mondo, con l’esterno in stile neogotico, dai tetti spioventi e le guglie. L’interno invece è in stile barocco e rinascimentale, anche se purtroppo non siamo riusciti a visitarlo visto il programma di viaggio molto stringato. Se hai tempo di visitare l’interno, non perderti la Sala della Cupola, dove sono custodite le insegne regali di Re Stefano, proclamato Santo, cui è dedicata anche la grande Basilica.

budapest in 3 giorni, parlamento

Il Ponte delle Catene

Lasciandoci il Parlamento alle spalle, abbiamo costeggiato il Danubio per dirigerci verso il ponte più importante di Budapest: il Ponte delle Catene. Una storia interessante è legata al ponte che unisce Pest alla scalinata che porta al Castello di Buda. 

budapest in 3 giorni, ponte delle catene

La leggenda del Ponte delle Catene e del Conte Széchenyi

Si dice che la sua costruzione fu fortemente voluta dal Conte István Széchenyi, da cui il ponte prende il nome ufficiale. Suo padre si trovava a Buda e si ammalò gravemente ed egli, trovandosi a Pest, non aveva modo per raggiungerlo per dargli l’estremo saluto. E come se non bastasse, dovette attendere una settimana per poter partecipare al suo funerale.

Era il 1836 e all’epoca non esisteva un ponte stabile che collegasse le due parti della città. L’unico modo per passare da una parte all’altra era tramite vaporetto, ma in quei giorni invernali non funzionavano a causa del ghiaccio. Ed è così che al Conte venne l’idea di costruire un ponte stabile e lo fece progettare all’ingegnere inglese William Tierney Clark.

In questo modo si assicurava non si sarebbe mai più presentata una situazione di questo tipo.

budapest in 3 giorni, ponte delle catene

Il Ponte che ci ha portati a Buda

Il ponte è conosciuto come Ponte delle Catene per via, appunto, delle catene che decorano entrambi i lati, e presenta all’estremità due leoni ed altri simboli. Le auto passano al centro mentre i pedoni percorrono i lati, fotografando ed ammirando il paesaggio circostante.

Anche noi ci siamo fermati più volte a fotografare la vista dal ponte e ad ammirare il Danubio sotto di noi. Siamo così arrivati a Buda e non ci restava che esplorare la città alta con tutte le sue meraviglie.

budapest in 3 giorni, vista sul danubio

Budapest in 3 giorni: inizia l'esplorazione di Buda

Per poter visitare tutto con calma, visto il tempo limitato a nostra disposizione, abbiamo optato per un minibus elettrico che ci ha portati sulla collina. Quest’ultimo, effettuando le varie fermate sul percorso da fare e passando ogni 10 minuti, si è rivelato comodo in quanto potevamo scegliere di scendere e risalire quando ci serviva.

In tal modo sarebbe stato più semplice e veloce visitare l’intero complesso architettonico che circonda il Castello di Buda.

All’uscita del Ponte delle Catene c’erano dei ragazzi che vendevano i biglietti per il minibus e per la funivia, e ci siamo fatti subito convincere.

In alternativa, i biglietti si possono anche acquistare online in anticipo.

La Chiesa di Mattia e la Principessa Sissi

Il pulmino ci ha lasciati di fronte alla spettacolare Chiesa di Mattia, con le sue guglie gotiche protese verso il cielo. Si tratta di uno dei luoghi di culto più importanti della città ed è inoltre rinomata per essere stata il luogo in cui sono stati incoronati personaggi importanti all’epoca dell’Impero Austro-Ungarico. Tra questi, Francesco Giuseppe I e sua moglie Elisabetta, più conosciuta come Principessa Sissi.

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La vista spettacolare dal Bastione dei Pescatori

Accanto alla chiesa si trova il Bastione dei Pescatori, il luogo ideale per scattare foto da cartolina. Questa terrazza panoramica abbraccia la Chiesa di Mattia e ne risalta la bellezza. In mezzo si trova una statua imponente di Stefano I, il primo re ungherese, cui è dedicata anche la Basilica di Pest già menzionata.

Ci siamo fermati qui un po’, restando ammaliati dalla spettacolare vista su Pest, incorniciata dalle colonne del belvedere. Abbiamo così scattato un po’ di foto per immortalare il momento, cercando a fatica l’attimo giusto in cui non ci fosse nessuno davanti.

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La musica proveniente dalla Torre di Buda

A questo punto abbiamo deciso di proseguire a piedi verso la seconda tappa, essendo abbastanza vicina: il campanile della Chiesa di Maria Maddalena, conosciuto anche come Torre di Buda. E’ possibile salire in cima alla torre per vedere tutta la zona del Castello dall’alto. Abbiamo fiancheggiato la chiesa e siamo stati attirati dalle campane che suonavano una melodia orecchiabile. Ci siamo così fermati ad ascoltare e poi abbiamo raggiunto l’altra fermata dell’autobus.

Quest’ultimo ci ha portati al complesso del Palazzo Reale.

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Finalmente il Gulash!

Qui ci siamo fermati per una pausa pranzo. Eravamo a Budapest da un giorno e ancora non avevamo assaggiato il famoso Gulasch! Era arrivato il momento di rimediare. C’era un chioschetto molto invitante che vendeva piatti caldi tipici: la decisione era stata presa. Ho gustato ogni boccone di quel piatto delizioso, anche se un po’ mi sentivo in colpa per la mia amica che non mangia carne. Per lei infatti non c’era nulla da mangiare se non le patatine che avevamo preso come contorno.

L'esplorazione del Castello

Finita la pausa ristoratrice abbiamo iniziato l’esplorazione del complesso del Castello. E’ impossibile visitare anche l’interno di ogni singolo edificio ed attrazione lì presente in meno di mezza giornata. La nostra esplorazione si è limitata infatti ad una camminata all’interno del complesso osservandone i dettagli ed ammirando gli scorci mozzafiato che la cima della collina ci ha regalato. 

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La leggenda della "bella Ilona"

Abbiamo così passeggiato davanti l’imponente Castello, passando attraverso la “Porta del Leoni” per arrivare al cortile interno. Qui si trova la fontana di Mattia, legata ad una tragica leggenda d’amore: quella della “bella Ilona”, una ragazza povera che si era innamorata di un giovane senza sapere che fosse il re Mattia Corvino. Quando scoprì la sua vera identità, trattandosi di un’amore impossibile, morì di crepacuore.

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I fantasmi del Castello

Un’altra leggenda narra che, di notte, per i cortili del Castello si aggirino i fantasmi dei sovrani passati, dei soldati che duellano tra loro e delle dame in cerca degli amori perduti. Queste leggende ci hanno sempre affascinato, peccato non poter restare la notte in cerca di fantasmi!

Un mix di stili architettonici

Il Castello che domina la città dall’alto ha avuto una storia tumultuosa e la sua costruzione riflette i vari periodi storici che ha attraversato l’Ungheria. Tra distruzioni e ricostruzioni, sono stati diversi i mutamenti subiti nel corso della storia. Nato come fortezza nel Medioevo, la struttura fu poi adattata allo stile rinascimentale. Si è passati in seguito allo stile barocco del periodo asburgico, per arrivare infine allo stile classico a seguito dei gravi danni subiti durante la seconda guerra mondiale. Tutti questi passaggi di stili sono ancora visibili in parte e convivono nella sua versione finale.

Oggi il Castello, conosciuto anche come Palazzo Reale, ospita alcuni interessanti musei, da visitare avendo più tempo a disposizione: la Galleria Nazionale, il Museo storico di Budapest e anche la Biblioteca Nazionale Széchenyi.

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Ritorno a Pest

Siamo così tornati verso la fermata dell’autobus per poter scendere dalla collina in poco tempo. Attraversato nuovamente il Ponte delle Catene, rieccoci così a Pest.

Per quella sera avevamo prenotato una crociera sul Danubio tramite GetYourGuide, avevamo ancora un po’ di tempo così abbiamo deciso di fare qualcosa di particolare.

Il Café Gerbaud e la torta Dobos

Avevamo letto di una diceria riguardo un bar storico di Budapest, il Café Gerbaud, e volevamo verificare la sua veridicità, principalmente per farci due risate. Sembra che un tempo questo fosse un luogo prediletto dalle signore della borghesia ungherese di una certa età, che si recavano qui in cerca della compagnia di giovani gigolò. Il giovane, per dimostrare il suo interesse, non doveva fare altro che lanciare dei segnali. Dopo aver ordinato una torta Dobos e dell’acqua frizzante, doveva semplicemente capovolgere la forchetta. A quel punto spettava alla donna captare il segnale.

Appena entrati nel caffè siamo rimasti abbagliati dall’arredamento elegante e sfarzoso. A questo punto non restava che verificare. Abbiamo ordinato e gustato con piacere un Dobos, dell’acqua frizzante e capovolto la forchetta. A parte qualche sorrisino da parte delle cameriere però non è successo nulla!

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Sul bel Danubio blu

Mancava circa un’ora alla nostra crociera ed abbiamo così deciso di incamminarci, anche perché sapevamo che sarebbe stato meglio arrivare con largo anticipo.

Siamo arrivati al molo circa mezz’ora prima della partenza, ma a quanto pare era appena sufficiente. La nave era infatti già quasi piena e siamo riusciti a trovare gli ultimi posti disponibili in prossimità delle finestre. Siamo stati accolti da un buon bicchiere di prosecco e ci siamo accomodati al tavolo di fronte alla vetrata. 

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Non appena partita la nave, il gruppo di musicisti presenti ha aperto sulle note di Sul bel Danubio Blu di Strauss, tanto per restare in tema. E’ stato molto suggestivo navigare sul fiume ed ammirare Budapest da una prospettiva diversa. Ormai era sera e gli edifici principali erano illuminati ed ancora più affascinanti. Il tutto sorseggiando il nostro prosecco ed ascoltando la nostra mini orchestra a bordo. Un piccolo lusso per un prezzo ridicolo!

Se ti trovi a Budapest ti consigliamo vivamente quest’esperienza!

Cena caratteristica

Alla fine del tour abbiamo passeggiato ancora un po’ in cerca di un posto dove cenare. Ci siamo fermati al Casablanca, buon ristorante tipico in centro dall’ambientazione molto carina, anche se i prezzi sono leggermente sopra la media di Budapest. 

Eravamo troppo stanchi per continuare il dopo serata, per cui siamo tornati pian piano verso l’appartamento per riposare.

Budapest in 3 giorni: ultimo giorno relax alle Terme di Széchenyi

L’ultimo giorno a Budapest volevamo dedicarlo al totale relax, con un’esperienza che secondo me tutti dovrebbero provare in questa città: le terme.

Come già detto, il nostro appartamento si trovava a pochi passi dalle Terme di Széchenyi, tra le più famose della città, dedicate allo stesso Conte del Ponte delle Catene. Questi bagni si trovano all’interno di un maestoso edificio nel parco Városliget, vicino alla Piazza degli Eroi. 

Siamo così usciti di buon’ora per poter avere tutta la giornata a disposizione e stare totalmente senza pensieri. 

La leggenda dell'Anonymus

Il parco dove si trova la struttura ospita una statua legata ad un’altra leggenda. Lo ammetto, quando viaggiamo ci piace scoprire i misteri e le leggende legate ad un determinato luogo. E durante il nostro viaggio a Budapest, nonostante il poco tempo a disposizione, siamo riusciti a “verificare” almeno le più importanti di queste. 

All’interno del parco municipale ci sono alcune attrazioni interessanti come lo Zoo, il Giardino Botanico ed il Castello Vajdahunyad. All’interno delle mura di quest’ultimo c’è una statua dedicata allo scrivano di Re Bela, il quale scrisse un libro divenuto pilastro della letteratura ungherese. La cosiddetta statua dell’Anonymus è divenuta un punto di riferimento per gli aspiranti scrittori. Si dice infatti che chi tocca la punta della sua penna potrà diventare in futuro uno scrittore affermato.

Nonostante le temperature glaciali, abbiamo girato per il parco in cerca della statua solo per poterci provare anche noi.

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Si tratta solo di una leggenda, ma non si sa mai!

Ed a quanto pare non siamo stati gli unici a provarci, visto quanto è consumata la punta della penna.

Ora che il nostro futuro come scrittori era segnato, eravamo pronti a stare a mollo tutto il giorno nelle acque calde delle terme.

Terme di Széchenyi: alcuni consigli utili

Nel prezzo del biglietto acquistato avevamo incluso anche l’uso di una cabina per cambiarci e per lasciare le nostre cose al sicuro. Un consiglio è quello di portare sia un accappatoio che un asciugamani grande, come abbiamo fatto noi, soprattutto se vai alle terme d’inverno. Se usi sempre lo stesso asciugamani rischi ad un certo punto di morire di freddo visto che sicuramente si inumidirà e non avrai modo di farlo asciugare tra un bagno e l’altro.

Ciò vale soprattutto se usufruisci delle piscine esterne: stai sicuro che, se lasci all’aperto l’asciugamani bagnato e poi lo metti addosso quando esci dall’acqua, non sarà una bella sensazione con le temperature invernali!

Passando tra una piscina e l’altra, ognuna con temperature diverse che oscillano tra i 20 ed i 40 gradi, provando le diverse saune e bagni turchi, sentivamo già gli effetti benefici delle acque termali. 

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Terme di Széchenyi - budapest in 3 giorni

Il nostro programma serale: il Ruin Bar

Senza che ce ne accorgessimo, si erano già fatte le 19 e forse era arrivato il momento di tornare in appartamento per prepararci e passare una piacevole serata. 

La nostra intenzione era quella di fare la doccia, trovare un posto dove poter cenare velocemente ed in seguito bere una birra in un locale caratteristico di Budapest: il Szimpla Kert. Si tratta di un Ruin Bar, il più antico di Budapest, il primo bar ad aprire tra le rovine abbandonate di un quartiere che era stato lasciato a sé stesso.

Eravamo curiosi di vedere questo luogo particolare, tuttavia, dopo aver cenato in un piccolo ristorante asiatico nei dintorni del nostro appartamento, eravamo troppo rilassati e “molli” per arrivare fino al quartiere ebraico. Abbiamo così deciso, un po’ a malincuore, di tornare indietro per preparare le valigie. La mattina successiva dovevamo partire molto presto.

Ed infatti così è stato.

Alle 8 avevamo fatto colazione ed eravamo già in auto pronti per guidare in direzione Berlino. Soddisfatti di quello che eravamo riusciti a vedere e fare in questi pochissimi giorni e con un budget limitatissimo, avremmo comunque voluto prolungare in qualche modo la nostra mini-vacanza. 

Abbiamo così iniziato a studiare il percorso e calcolato il numero di ore a disposizione, ed ecco finalmente l’illuminazione: nulla ci avrebbe impedito di fare un’ultima sosta a Brno, in Repubblica Ceca.

E’ dunque possibile visitare Budapest in 3 giorni?

La mia risposta è sì, Budapest in 3 giorni è possibile. Certo qualche giorno in più non guasterebbe per visitare magari qualche museo, andare a pattinare sul ghiaccio, provare la vivace vita notturna e dedicare un giorno in più alla visita della città con calma. Tuttavia ritengo che le esperienze che abbiamo fatto siano state sufficienti a farci apprezzare del tutto il nostro viaggio. 

Durante il nostro viaggio low cost a Budapest in 3 giorni, spendendo davvero poco, siamo riusciti a visitare le principali attrazioni della città, godere della sua bellezza notturna da una crociera in mezzo al Danubio, andare in cerca dei miti e delle leggende legati alla città, mangiare bene, camminare tanto, fare tante risate in buona compagnia e tanto altro.

budapest in 3 giorni - piazza degli eroi

Verso la Repubblica Ceca: destinazione Brno

Le curiose statue di Bratislava, le leggende misteriose di Budapest… Non ci restava che cercare un po’ di informazioni e curiosità interessanti sulla città ceca fuori dal nostro programma.

Il viaggio per noi non era terminato, e questo bastava per rallegrarci ed affrontare il lungo viaggio di ritorno con un altro spirito!

Continua… Brno – una sosta inaspettata, una sorpresa gradita

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