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Filippine parte prima: Panglao e Bohol

In questo diario di viaggio vi raccontiamo della prima tappa di un’esperienza fatta nel febbraio dell’anno scorso (2018).

Un viaggio dall’altra parte del mondo nelle bellissime Filippine!

E’ stato tutto organizzato last minute, i nostri impegni lavorativi ci hanno portato ad organizzarlo meno di 3 settimane prima della partenza. La nostra voglia di scappare dal freddo invernale di Berlino e la nostra costante voglia di esplorare ci ha spinti in queste isole tropicali paradisiache.

 
 

 

Dopo un viaggio di 21 ore, dopo aver fatto scalo ad Amsterdam e Taipei, siamo finalmente arrivati a Manila.

Abbiamo volato con KLM, il volo è stato molto tranquillo e ci è sembrato più breve di quanto fosse stato in realtà. 

Il primo impatto è stato afoso: passavamo da temperature di circa 0° ai 30° serali della capitale filippina. L’hotel che avevamo prenotato ha organizzato un transfer dall’aeroporto. In circa 15 minuti eravamo così giunti all’Alicia Apartment, un ottimo punto per pernottare vicino l’aeroporto a prezzi convenienti, considerando che l’indomani avevamo un altro volo per la prossima meta: l’isola di Panglao

 

 

Arrivo a Panglao

La mattina successiva abbiamo preso così un volo con AirAsia della durata di circa un’ora e siamo arrivati all’aeroporto di Tagbilaran, nell’isola di Bohol. Le isole di Bohol e Panglao sono collegate da un piccolo ponte, che abbiamo attraversato a bordo di un trycicle, il tipico mezzo di trasporto delle Filippine. Percorrendo da un’estremità all’altra l’isola di Panglao siamo così giunti al carinissimo resort Hope Homes, dove avevamo prenotato un bungalow per 5 notti.

 

 

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La spiaggia di Alona beach

Lo stesso giorno in cui siamo arrivati, abbiamo subito approfittato dello scooter per andare alla spiaggia di Alona beach. Questa spiaggia è situata proprio a ridosso del paese ed è una stretta e lunga lingua di sabbia dorata di fronte alla maggior parte di pub e ristoranti. Ci siamo rilassati un po’ in spiaggia, sorseggiando un ottimo drink al mango filippino (decisamente più saporito del mango che avevamo assaggiato fino ad allora!). Ed abbiamo così ammirato un fantastico tramonto sul mare.

Siamo così rimasti in zona per cena, fermandoci in uno dei tanti ristoranti sulla spiaggia, gustando del buon pesce fresco.

 

 

Alona Beach - Panglao - filippine parte prima panglao e bohol - spiaggia tropicale
Alona Beach - Panglao

Il resort

Quando parliamo di resort, non bisogna però pensare agli standard europei, in quanto i bungalow non sono lussuosi ma sono delle “capannette” in legno molto basilari. Il nostro bungalow aveva un letto, il bagno ed una verandina con tavolino e sedie. A disposizione degli ospiti, di fronte all’area bar/ristorante, c’era poi una jacuzzi dove potersi rilassare ed un tavolo da biliardo. La nostra scelta è ricaduta su questa sistemazione principalmente perché volevamo stare in una zona tranquilla ma non troppo lontana dal centro di Panglao, dove ci sono tutti i locali e ristoranti. Ma soprattutto perché nel prezzo irrisorio della camera (66 € per 5 notti!) era incluso anche il noleggio gratuito di un motorino.

 

 

Dumaluan beach

Il giorno successivo, dopo aver gustato una buona colazione (non inclusa nel prezzo dell’hotel), siamo arrivati in scooter alla spiaggia di Dumaluan beach. L’ingresso alla spiaggia era a pagamento, ma ne è valso fino all’ultimo centesimo!

Si tratta di una spiaggia tropicale di sabbia fina e bianchissima, con un mare cristallino e degna delle migliori foto da cartolina. Purtroppo, presi dalla bellezza del posto, abbiamo tralasciato un piccolo dettaglio: il sole delle Filippine non è certo quello di Berlino e ci siamo resi conto a nostre spese che la protezione solare 30 non era per nulla sufficiente. A ridosso della spiaggia si trova un’area con tavolini dove puoi mangiare dell’ottima carne e pesce, ma anche frutta e verdura saporitissime. La giornata è trascorsa così in completo relax in questa bellissima spiaggia.

La sera siamo ritornati ad Alona per cenare in riva al mare.

 
dumaluan beach panglao - filippine parte prima: panglao e bohol
Dumaluan Beach - Panglao

Escursione a Bohol

L’indomani abbiamo deciso di passare la giornata partecipando ad un tour, prenotato la sera prima in una delle agenzie di Alona, che ci avrebbe portato in giro per Bohol.

L’appuntamento era davanti l’agenzia, dove ci attendeva un minivan che ci ha portati alla prima tappa del tour: lo Xzootic Animal Park nella zona di Loboc dell’isola di Bohol. Qui la guida ci ha condotti per un percorso durante il quale abbiamo potuto ammirare delle coloratissime farfalle, dei pitoni giganti ed altri rettili.

L'incontro con i tarsi

La seconda tappa del tour prevedeva una sosta alla Tarsier Conservation Area.

I tarsi sono dei piccoli primati notturni endemici del luogo, molto riservati e delicati. Una particolare caratteristica di questo animale è che un elevato stress, causato anche dal contatto umano, li può portare al suicidio. Durante il percorso bisognava infatti osservare delle rigide regole, tra cui non fare troppo rumore e non avvicinarsi più del dovuto a queste creature delicate e, a modo loro, divertenti. E, ovviamente, non usare flash per fotografarli.

Tarsier Conservation Area. Bohol - Filippine parte seconda: panglao e bohol - tarsio sull'albero
Tarsier Conservation Area.

La tappa successiva ci ha portati alla meraviglia naturale simbolo dell’isola di Bohol: le Chocolate Hills. Queste sono una formazione geologica di circa 1300 colline su una superficie di oltre 50 chilometri quadrati, coperte di erba che durante la stagione secca diventa marrone come il cioccolato. Nonostante fossimo nella stagione secca, noi le abbiamo trovate tutte verdi, probabilmente per via delle recenti piogge, ma lo spettacolo dal punto panoramico era comunque molto suggestivo.

Un’opzione che è stata proposta durante il tour era quella di effettuare il giro in quad passando in mezzo alle colline, ma noi abbiamo preferito ammirarle dall’alto.

 

 

Chocolate Hills – Bohol - filippine parte prima: panglao e bohol - natura - montagne di cioccolata
Chocolate Hills – Bohol

La Man Made Forest

Dopo le Chocolate Hills, siamo andati col gruppo alla Man Made Forest. Si tratta di una fitta foresta che si estende per due chilometri quadrati con alberi di mogano, piantati dalla popolazione di Loboc. Lungo la strada che attraversa la foresta, abbiamo fatto una breve sosta per attraversare due piccoli ponti, molto ciondolanti, fatti interamente di bambù intrecciato, che attraversavano il fiume Loboc.

 
Ponte di bambù sul fiume Loboc – Man Made Forest
Loboc River - Man Made Forest

Pranzo sul battello e spettacolo di danza tribale

La sosta successiva ci ha portati a pranzare su un battello. Il pranzo a buffet era ricco di prodotti locali, il tutto accompagnato da una band che suonava mentre navigavamo sul fiume Loboc. L’imbarcazione si è fermata poi di fronte ad un piccolissimo villaggio, dove alcune donne locali hanno effettuato per noi una danza tribale su una piccola chiatta sul fiume.

 
platform on loboc river - filippine parte prima: panglao e bohol
Platform on the Loboc River

Esperienza da urlo

A questo punto il van ci ha accompagnati in un punto panoramico sopra il fiume Loboc. Qui ci attendeva una delle esperienze più emozionanti del viaggio: un chilometro di volo con la zip-line, conosciuta anche come volo d’angelo, sospesi a 100 metri di altezza sul canyon del fiume Loboc. Dopo che il personale ci ha imbracati, siamo partiti ad una velocità folle per arrivare all’altro capo del canyon. La velocità era talmente elevata che sembrava che non ce la facessimo in tempo a frenare. Ma fortunatamente ci hanno fermati a circa 4 metri dalla parete rocciosa di fronte a noi.

Dopo aver risalito una scaletta che ci ha portati un punto più in alto, siamo stati di nuovo imbracati ed abbiamo ripetuto il percorso in senso contrario. Con la scarica di adrenalina rilasciata avremmo voluto ripetere la bellissima esperienza, ma purtroppo il tempo non bastava.

 
Zip-line on Loboc River's Canyon - filippine parte prima: panglao e bohol
Zip-line on Loboc River's Canyon

Il simbolo dell'amicizia tra spagnoli e filippini

L’ultima sosta del tour ci ha portati ad ammirare il tramonto a Baclayon, dove c’era anche un monumento chiamato Blood Compact Shrine. Questo monumento rappresenta il primo trattato di amicizia tra gli spagnoli ed i filippini, avvenuto nel XVI secolo.

Tornati ad Alona, abbiamo cenato in un altro ristorantino sulla spiaggia ed abbiamo passeggiato in riva al mare.

 
 

Escursione con gli squali balena a Cebu

All’alba del giorno successivo siamo andati al punto di incontro sulla spiaggia di Alona per prendere il “traghetto” che ci avrebbe portati ad Oslob, sull’isola di Cebu, dove avremmo nuotato con gli squali balena. Il viaggio è stato molto avventuroso. Per raggiungere la barca principale, la cosiddetta bangka, ancorata distante dalla costa, siamo saliti a bordo di un’imbarcazione molto piccola dalla quale siamo dovuti “saltare” sull’altra barca. Il mare non era per niente calmo, le onde alte non hanno reso l’impresa semplice ed il personale di bordo ci ha dovuti aiutare per non finire in acqua.

La traversata è durata poco più di 2 ore, dopo le quali siamo finalmente arrivati ad Oslob.

Anche scendere dalla barca è stato abbastanza avventuroso. Infatti per raggiungere la costa siamo stati nuovamente imbarcati su una minuscola barchetta, trascinata a riva manualmente tramite una fune. Con un trycicle abbiamo raggiunto il punto di osservazione degli squali balena. Da qui abbiamo noleggiato il giubbotto salvagente e la maschera ed abbiamo aspettato il nostro turno per salire a bordo della canoa.

 

 

Finalmente la nuotata!

La nuotata è durata circa mezz’ora.

E’ stato bello immergersi insieme a questi animali affascinanti! Anche se con la forte corrente non era facile restare fermi vicino alla canoa e, allo stesso tempo, a distanza di sicurezza dagli squali balena.

Il rientro ad Alona è stato ancora più travagliato ed è durato ancora più a lungo. A causa di un guasto al motore della bangka, siamo rimasti oltre un’ora fermi ad aspettare la riparazione ed a combattere contro il mal di mare. In totale, il rientro è durato più di 5 ore!

L’esperienza è stata bella, anche se estenuante. Tuttavia consigliamo a chiunque voglia nuotare con gli squali balena di pernottare ad Oslob e fare il tour di prima mattina, anche per evitare i grossi gruppi di turisti che arriveranno dalle varie isole circostanti.

 

 

squalo balena che nuota - whale shark - cebu - filippine parte prima: panglao e bohol

Ancora relax a Dumaluan beach

Abbiamo dedicato l’ultimo giorno a Panglao al relax totale, tornando a Dumaluan beach, questa volta ben attrezzati con crema solare appropriata (anche se nessuna protezione potrà mai essere abbastanza contro il sole filippino!). Siamo rimasti tutto il giorno in questa spiaggia paradisiaca ed a fine giornata, verso il tramonto, siamo tornati al resort per usufruire almeno una volta della jacuzzi e per fare un aperitivo a mollo.

Quella sera… indovina un po’ dove siamo andati?

Ovviamente ad Alona, tanto per cambiare! Almeno abbiamo cambiato ristorante ogni sera, mangiando sempre benissimo e a poco prezzo. Stavolta abbiamo voluto provare anche un’altra novità (oltre alla carne di alligatore mangiata a cena): il gelato al gusto durian.

Chi è stato almeno una volta in Sud-est asiatico o ha seguito alcuni programmi di cucina in giro per il mondo (guarda ad esempio questo video tratto dal programma “Orrori da gustare”) sa di cosa parlo. Si tratta di un frutto tipico di queste zone dall’odore insopportabile e dal sapore molto particolare, ma che comunque può piacere. A noi, ad esempio, l’odore ricorda quello di un pannolino usato! Ti lascio dunque immaginare con quale coraggio abbiamo acquistato questo gelato, che tutto sommato aveva un sapore strano ma non era poi così male.

 

 

Si è conclusa così la prima parte di questo viaggio indimenticabile.

La mattina seguente siamo tornati in aeroporto per prendere un volo con scalo a Manila per la tappa successiva.

Continua…

 

 

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